Funerali ai tempi del Covid-19

Funerali ai tempi del Covid-19
Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia SARS-CoV-2 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e della cremazione versione 11 gennaio 2021
È stata recentemente approvata una nuova circolare dal Ministero in merito alle procedure da seguire in caso di funerali e riti correlati. Le indicazioni sono legate allo stato di emergenza connesse all’epidemia da Sars-Cov-2.
Qual è lo scopo?
Certamente individuare delle procedure uniformi e valide da attuare da parte degli operatori funebri e cimiteriali, oltre che dagli addetti alla cremazione.
Quali sono le indicazioni principali?
- Evitare occasioni di vicinanza dei dolenti durante la ritualità del commiato e verificare la loro disciplina
- Potenziare le strutture di deposito dei defunti in relazione alle prevedibili variazioni di mortalità.
Specifica delle cautele da adottare per la gestione dei defunti
Nei casi di morte, in cui è conclamata o sospetta la presenza di malattia infettiva diffusiva da Covid-19, vanno rispettate le indicazioni inerenti regole di sicurezza e cautela. Tali indicazioni sono valide anche nei casi di “sospetta” infezione da Covid-19 dunque non confermata.
Come si accede al cimitero?
Restano valide le indicazioni già previste dal DPCM del 3 dicembre 2020 che impone:
- il divieto di assembramenti,
- il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro,
- l’utilizzo di protezioni delle vie respiratorie.
Inoltre il sindaco può disporre limitazioni di accesso del pubblico o degli operatori privati nei cimiteri, oppure che talune operazioni cimiteriali avvengano a cancelli chiusi. Anche per lo svolgimento del rito funebre vanno rispettati i protocolli disposti dal Governo e dalle rispettive confessioni religiose; ciò è valido anche per i riti laici.
Come potenziare le strutture di deposito temporaneo e la ricettività dei cimiteri?
Nel caso di Servizi mortuari carenti o al limite della loro capienza, il Sindaco, sentito il Prefetto, può adottare un’ordinanza contingibile ed urgente chedisponga alcune necessarie misure come:
- la disciplina degli orari e dell’operatività dei servizi mortuari delle strutture sanitarie nel territorio accreditate dal comune;
- l’individuazione di una o più strutture di deposito temporaneo per l’effettuazione del servizio di trasporto funebre, laddove non sia garantito dalle imprese funebri. Ci si può avvalere anche di ditte selezionate d’urgenza o si può chiedere al Prefetto di intervenire secondo le modalità consentite dall’urgenza stessa;
- gli orari di arrivo di trasporti funebri sia in cimitero che al crematorio opportunamente distanziati l’uno dall’altro.
- il gestore del crematorio sito è obbligato a garantire per almeno il periodo emergenziale, la dotazione di posti refrigerati o condizionati.

Potenziamento e ottimizzazione in fase emergenziale della rete di crematori sul territorio nazionale
- In ogni crematorio prioritariamente vanno cremati i feretri del bacino di riferimento stabilito dalla pianificazione regionale.
- L’esecuzione di altre cremazioni di cadaveri provenienti dall’esterno della provincie sono eseguite una volta garantita la prioritaria cremazione dei feretri.
- Gli organismi competenti, su richiesta degli aventi titolo, rilasciano deroghe ad autorizzazioni precedentemente fornite affinché gli impianti di cremazione operino per l’intero arco della giornata, senza interruzione (H24), e anche in giorni prefestivi e festivi.
Procedure di monitoraggio della mortalità
Il monitoraggio a livello statale da parte del Ministero della salute e della Protezione Civile viene svolto utilizzando le informazioni provenienti dalle banche dati di mortalità già esistenti per effetto di leggi in vigore, messi tempestivamente a loro disposizione dall’Ente gestore della banca dati.
Il monitoraggio a livello comunale dell’evoluzione di mortalità si basa sul confronto tra il dato di mortalità dei residenti e lo stesso dato medio storico del 2019 o se noto del quinquennio precedente. I dati necessari riguardano l’evoluzione giornaliera di mortalità di un determinato periodo dell’anno in corso, rapportati all’analogo periodo del 2019 o se noto del quinquennio precedente, per territorio interessato dall’analisi. Periodicamente i dati sono messi a disposizione delle regioni, dei comuni e di chiunque abbia interesse a studiarli, nella forma di open data.

